Maree (Lungometraggi)

"maree"

CONCORSO INTERNAZIONALE LUNGOMETRAGGI - ingresso gratuito

moonglow (120', filippine, 2026)

regia: ISABEL SANDOVAL

Ambientato nella Manila del 1979, sotto la dittatura di Marcos, Moonglow segue la storia di Dahlia, una poliziotta che, disgustata dalla corruzione dilagante, decide di rubare del denaro al proprio superiore per aiutare gli abitanti di una baraccopoli devastata. Quando le viene affidata l’indagine sul furto, da condurre insieme a un uomo legato al suo passato, desiderio, senso di colpa e ambiguità morale finiscono per intrecciarsi.La regista costruisce un neo-noir sensuale e carico di tensione, un melodramma dallo stile raffinato che esplora il desiderio di una nuova vita e il peso delle passioni irrisolte. Ancora una volta, al centro della narrazione pone una figura femminile sospesa tra forza e vulnerabilità, impegnata ad affermare la propria dignità. Sandoval, già nota per Lingua Franca (2019) — in cui interpreta una donna trans filippina priva di documenti che lavora come badante a Brooklyn, film selezionato alla Mostra del Cinema di Venezia e vincitore di numerosi riconoscimenti — si conferma una delle voci più interessanti e originali del nuovo cinema filippino.

kidnapping inc. (107', haiti, 2025)

regia : BRUNO MOURRAL

Il figlio di un ricco candidato alla presidenza haitiana è appena sta-
to rapito. I sequestratori chiedono un riscatto ingente. Doc e Zoe sono due gangster improvvisati – e fanatici di calcio – che devono consegnare il giovane al loro spietato capo. Zoe uccide accidentalmente l’ostaggio, figlio del candidato. Nel mentre si imbattono in Patrick e nella moglie Laura, incinta di nove mesi. La giovane coppia deve, a tutti i costi, prendere un volo per lasciare Haiti e far nascere il bambino negli Stati Uniti, così da ottenerne la cittadinanza. La grande sfortuna di Patrick è che somiglia esattamente al figlio morto del senatore. Nel pieno di una campagna elettorale infuocata e di un clásico Barça-Real, Doc e Zoe si ritrovano al centro di una cospirazione politica.
L’opera prima del regista haitiano, presentata in anteprima al Sundance, è una scoppiettante crime-comedy thriller, “un omaggio agli haitiani comuni, molti dei quali hanno visto le loro vite sconvolte da
rapimenti, violenza delle gang e corruzione”.

islands (121' germania, 2025)

regia: JAN-OLE GERSTER

Un raffinato dramma esistenziale dalle sfumature noir, Islands segue la storia di Tom, un istruttore di tennis disilluso che lavora in un lussuoso resort di Fuerteventura, trascinando le sue giornate tra lezioni, alcol e avventure di una notte. L’arrivo della famiglia Maguire spezza la monotonia della sua routine: Tom instaura un legame ambiguo con Anne, suo marito Dave e il loro figlio Anton. Ma non riesce a scrollarsi di dosso la sensazione di aver già incontrato Anne in passato, e tra i due cresce lentamente una forte sensualità. Quando Dave scompare misteriosamente nel nulla, l’indagine della polizia finisce per puntare proprio su Tom e Anne, ormai uniti forse da oscuri segreti.
Gli interpreti Sam Riley e Stacy Martin costruiscono con grande intensità questo fragile equilibrio emotivo, sospeso tra attrazione e diffidenza. Con il suo stile elegante e il ritmo volutamente rarefatto, Jan-Ole Gerster firma un thriller psicologico ipnotico e inquieto, presentato al 75th Berlin International Film Festival nella sezione Berlinale Special.

blu heron (90' canada, 2025)

regia: SOPHY ROMVARI

Fine anni ’90. Lo sguardo della piccola Sasha svela gradualmente le
dinamiche tra i sei membri della sua famiglia, che si è appena trasferita sull’isola di Vancouver. Lo slancio del nuovo inizio è presto interrotto dai comportamenti sempre più pericolosi del fratello maggiore Jeremy.
Presentato al Toronto International Film Festival 2025, Premio per il Miglior Primo Film alla 78a edizione del Festival di Locarno, molto amato dalla critica internazionale, il film racconta una vicenda personale. Per rielaborare i dolorosi ricordi familiari, la regista canadese-ungherese Romvari, nella sua opera prima, unisce alla delicata capacità di osservazione, il potere di una straordinaria immaginazione, mescolando memoria, documentario e finzione. Racconta la regista: "Volevo rompere gli orizzonti della classica storia di formazione per parlare delle imperfezioni nella rappresentazione cinematografica della memoria."

faisaIen irla (98' spagna, 2025)

regia: ASIER URBIETA

Nell’Europa senza confini del XXI secolo, un confine continua ancora a
separare la Spagna dalla Francia, segnato dal fiume Bidasoa. Su questo fiume si trova l’Isola dei Fagiani, un piccolo lembo di terra che passa alternativamente sotto il controllo spagnolo e francese ogni sei mesi. Quando il corpo di un migrante irregolare viene ritrovato proprio il giorno del cambio di sovranità, Nassim, uno dei sopravvissuti, diventa il bersaglio di una violenta caccia all’uomo mentre tenta di attraversare il confine. Un evento inquietante che cambierà per sempre la vita di Leida e Sambou, una giovane coppia interrazziale.
L’opera prima del regista basco Asier Urbieta, è un thriller inquietante, che denuncia la violenza disumana inflitta ai migranti irregolari. Racconta il regista: «Ho voluto creare un’atmosfera opprimente e uno sguardo profondo che si nutre della realtà per dare vita a un film capace di suscitare il desiderio di agire e di ripensare i nostri modelli di convivenza».

esta isla (114', portorico 2025)

regia: CRISTIAN CARRETTERO, LORRAINE JONES

Bebo, un adolescente di una cittadina costiera di Puerto Rico, vive con
il fratello in un complesso di edilizia popolare. I due si mantengono pescando, ma una crescente disperazione li spinge verso traffici illegali che promettono facili guadagni. Quando un incarico va storto e viene versato del sangue, Bebo scappa insieme a Lola, una ragazza benestante in cerca di una via di fuga dalla propria realtà tormentata. Attraversando le montagne come in un labirinto, i due si imbattono nei resti di un mondo in dissolvenza, in contrasto con la violenza che continua a inseguirli. Mentre i sicari si avvicinano, Bebo dovrà fare i conti con le proprie scelte e decidere se la redenzione sia ancora possibile, o se il mare rappresenterà la loro ultima via di fuga.
Il duo di registi portoricani firma, attraverso la storia d’amore dei due protagonisti, un intenso racconto sulla giovinezza e sulla ricerca di identità, attraversato in filigrana dalla crisi identitaria del loro paese.

sukkwan island (115' 2025, fra/nor/uk)

regia: VLADIMIR DE FONTANAY

Nel tentativo di riallacciare i rapporti con il padre da cui si è allontanato, il tredicenne Roy accetta di trascorrere un anno formativo all’avventura sulla remota isola di Sukkwan, nel cuore dei fiordi norvegesi. Quella che inizialmente sembra un’occasione per il ragazzo di ricostruire il legame con il padre si trasforma rapidamente in una prova di sopravvivenza: i due non devono affrontare soltanto la durezza dell’ambiente che li circonda, ma anche antichi conflitti irrisolti.
A partire dall’omonimo libro di David Vann, Vladimir de Fontenay dirige un intenso thriller psicologico, costruendo un rapporto padre-figlio immerso nella maestosità di una natura grandiosa e paurosa. Sotto la superficie di un’opera fortemente fisica – tra legna da tagliare per non mo-
rire di freddo, pesca, fucili, marce nella neve, ferite e la paura degli orsi – emerge un racconto che richiama i western moderni, dove il vero fulcro è il legame tra padre e figlio, sospeso tra amore e martirio.

tristan forever (90' 2025, svi/fra)

regia: TOBIAS NOLLE, LORAN BONNARDOT

Loran Bonnardot, medico parigino e testimone di tante sofferenza e in
giustizie nel suo lavoro con Médecins sans Frontières, da trent’anni si rifugia a Tristan da Cunha, l’isola abitata più remota del mondo, nel cu ore dell’Atlantico meridionale. L’isola vulcanica è diventata per lui un rifugio spirituale, i suoi abitanti la famiglia che si è scelto e il pescatore Martin il
suo migliore amico. Ora, a cinquant’anni, Loran prende di nuovo la nave, ma questa volta non ha intenzione di tornare: vuole diventare uno dei 230 residenti permanenti – un’impresa tutt’altro che semplice, dato che sarà il consiglio dell’isola a decidere se accettarlo o meno. Nel frattempo, il suo amico Martin ha una propria visione della situazione e lo stesso Loran si trova a confrontarsi con la ricerca di solitudine che ha segnato tutta la sua vita.
Tristan Forever è un viaggio verso un’utopia oltre l’orizzonte, un film poetico e originale che indaga il senso di appartenenza, il luogo scelto dall’anima, oscillando tra documentario, finzione e i sogni del suo protagonista.

nyumba (83' italia, 2025)

Cinque migranti africani, Abdulaye, Alex, Hafsa, Moussa e Sisì. L'immenso cimitero del Mediterraneo e la ricerca di un nuovo inizio, dalla spiaggia di Cutro al cuore della Calabria: Caulonia, Lamezia, Reggio Calabria e Soveria Mannelli. Nyumba è un viaggio poetico nella memoria, nella resilienza e nel senso di sentirsi a casa e al sicuro. Un’esperienza immersiva, fisica ed emotiva. È un diario di viaggio totale nella vita di cinque persone che, costrette a fuggire dalle proprie terre, lasciano il passato alle spalle per rinascere altrove, immersi in una quotidianità che prende forma tra nuovi legami, lavoro e senso di appartenenza. Evitando i cliché sulla migrazione forzata e sull’accoglienza, Nyumba, unico film italiano in concorso, sceglie invece di raccontare il percorso umano. Immagini evocative, accompagnate dalla potenza visiva della sand art, suoni avvolgenti e luoghi non strutturati, svolgono un ruolo attivo e coinvolgente nella narrazione e ci accompagnano tra paure, memorie e speranze.

nuhai (taiwan, 2025)

regia: SHU QI

Taiwan, 1988. Hsiao-lee, una timida adolescente, fatica a trovare il proprio posto all’interno di una famiglia difficile, vittima di un padre violento e di una madre succube. La sua vita viene sconvolta dall’incontro con Li-li, una ragazza vivace e spensierata che le permette di evadere dalla quotidianità. Ma quando il doloroso passato di sua madre riaffiora, vecchie ferite tornano ad aprirsi. Divisa tra il peso di un’eredità familiare soffocante e il suo ardente desiderio di libertà, Hsiao-lee dovrà trovare la propria strada.
Presentato in Concorso alla 82a Mostra del Cinema di Venezia, il film segna il debutto alla regia di Shu Qi, icona del cinema asiatico e musa di Hou Hsiao-hsien. L’attrice sceglie di raccontarsi attraverso una storia di formazione profondamente intima e personale, poetica e sensibile, ponendo al centro della narrazione il corpo femminile e l’identità di una giovane che resiste alla violenza dei modelli imposti.