Nell’immagine scelta per la II edizione del BFF l’isola appare per una metà emersa alla luce mentre l’altra resta nel profondo. Appare e scompare, si solleva dal mare e allo stesso tempo vi rimane immersa. Un subacqueo risale: attraversa il confine fragile tra ciò che si vede e ciò che si intuisce, come lo sguardo che, dal buio della sala, emerge verso l’immagine. La foto suggerisce l’insularità come luogo di origine, separazione, mistero ma anche rinascita, spazio magico dove l’uomo ricrea il mondo e lo trasforma. L’isola, come il cinema, è luogo di passaggio continuo tra profondità e superficie, tra ciò che diventa visibile sullo schermo e ciò che, restando invisibile, continua a generare storie, memorie e immaginari.



























